lunedì 24 agosto 2009

PUNTATA PILOTA?

Ispirato dall'ebbrezza post-visione di Molin Rouge! (da cui ruba la colonna sonora). Filmato e montato durante la preparazione all'esame di Storia dell'architettura, sul cui risultato ha influito in larga parte, nel tempo di 2 giorni e due notti di stentato sonno; all'oscuro dei coinquilini che beati ignoravano la camera messa a soqquadro, per non parlare del fantoccio che ha dormito serenamente sul mio letto. Disseminato di riferimenti alla mia vita più o meno privata che alcuni potrebbero non cogliere. Pensato per essere l'inzio di una serie probabilmente diffusa tramite Facebook.

Mai reso pubblico fino ad ora. Abbiatene pietà, c'è un pezzo del mio cuore qui dentro.

Certo, se poteva fa mejo, ma insomma proprio 18 non lo volevo pijà all'esame...

domenica 9 agosto 2009

IL VOTO INFRANGIBILE?

Liberissimamente tratto da: Harry Potter e il Pincipe Mezzosangue. Capitolo 2: Spinner's end.

giovedì 6 agosto 2009

RADIODRAMMA?

Liberamente tratto da: Harry Potter e il Principe Mezzosangue. Capitolo 2: Spinner's end.

domenica 26 luglio 2009

BUT I AM THE CHOSEN ONE


Non mi fa piacere che sia stato deciso di affidare tutti gli ultimi capitoli su pellicola di H.P allo stesso regista. Amavo l'idea che ogni film fosse interpretato da un diverso direttore dei lavori, si poteva dire "questo è bravo, ha avuto belle idee, mi piace il suo stile, oppure "è proprio un cane, non ha capito cosa volevamo".

Chris Columbus aveva mostrato agli occhi di noi ragazzini emozionati dall'idea di VEDERE Harry Potter e la sua storia sul grande schermo, un mondo di luci, di cose brillanti e carine, una favola dove il bene e il male siedono a due tavoli opposti. Insomma, aveva ridotto a film il libro dell Rowling come avrebbe fatto uno sfegatato fan 14enne: in modo del tutto scontato e stucchevole.
Certo è al lui che si deve la definizione del modo visivo di H.P. A lui si devono persino gli attori.
Alfonso Cuaròn con la trasposizione del terzo capitolo si era potuto muovere in un mondo più oscuro, ma aveva pure imboccato la via oscura che, tra slalom improbabili, porta inventare senza giustificazione episodi estranei alla trama e del tutto stupidi, una malattia che pare non trovare ancora cura (chi non ricorda la "testa parlante" che anima il viaggio nel Nottetempo...Non c'è da stupirsi se "l'invenzione" non ha avuto seguito negli altri episodi).
Mike Newell mi aveva rapito con i suoi tempi cinematografici perfetti, il montaggio, la sceneggiatura, e rimane l'unico ad aver messo una firma su un film about Harry. E poi ragazzi, nel quarto capitolo son tutti dei gran fighi, tutti coi capelli lunghi cazzo!

Ora ci ritroviamo Dadiv Yates a detenere il possesso della bacchetta, a dettarci il modo in cui DOBBIAMO vedere Harry Potter.
Il suo quinto episodio, è, a mio parere, no. Una compressione della storia dentro una scatola animata da scelte sbagliate, e da una tempistica deplorevole, apparte alcune eccezioni.
Ma, a quanto pare, anche i registi affermati possono imparare. Tanto è vero che il film tratto da "Harry Potter e il Principe Mezzosangue" sembra diretto da uno diverso da Yates.

L'avete visto. E' bello. La storia scorre sobria tra uan scena e l'altra, con continuità, neanche le musiche osano interromperla. I tempi sono giustissimi, e i dialoghi adatti. Non c'è nulla di più Giusto di questo film.

Attenti che giusto non è sinonimo di eccellente: il film fa il suo lavoro senza pregi, se non quello di essere piacevole. I difetti fanno capolino quando il film decide di ammalarsi di Tantopeffàite, malattia di cui ho parlato in precedenza, e compaiono episodi come quello di apertura, con la cameriera vogliosa della bacchetta di Harry, o quello dell'incendio alla Tana. ...episodi inutili che rubano tempo a scene più importanti decapitate dalla sceneggiatura.
Non mi van giù neanche le scorciatoie alla trama...per esempio, perchè Luna trova Harry sul treno? Perchè non Tonks che comunque vedremo più tardi??

Bravissimo Jim Broadbent nella parte di Lumacorno; ho capito solo a metà film che si trattava dell'attore recitante in Moulin Rouge, l'ho capito dalla voce, perchè ho seguito "The Half Blood Prince" in inglese; questo perchè sono andato solo al cinema, visto che non trovavo nessuno ad accompagnarmi...!
Radcliffe invece fa cagà, come sempre.

Ma lasciamo perdere i pettegolezzi sul film che non abbiamo più 14 anni. Lasciamoglieli i petteglezzi a quelli di 14 anni, e di 15 e di 16 e così via; la cosa più bella di tutta sta storia, il merito più grande che va alla Rowling, non è l'aver inventato una storia (perdipiù frugando nella comune tradizione epica e favolistica), ma averla fatta conoscere a molti giovani, che hanno comprato tutti e sette i libri e che poi forse se ne sono fatti comprare anche altri, e che magari in un pomeriggio hanno trovato il coraggio di leggere tutto il Consiglio di Elrond, e si sono salvati dalla tele-o ormai pc-dipendenza.
Io stesso scoprii Harry perchè mia madre si preoccupò del mio attaccamento ai videogiochi e mi invitò a leggere.

Quindi dai, vivano le molteplici espressioni di Harry, non ci importa se la decisione di dividere in due film il settimo e ultimo capitolo è solo una manovra economica da milardi di dollari!
A noi importa solo che Harry ci faccia continuare a pensare, immaginare, e soprattutto, a parlare.

A proposito...Voi che ne pensate del film, dei film, dei libri, della Rowling, della Watson...?

martedì 7 luglio 2009

IRON MAN


Ieri sera riscladavo la peperonata preparata ai mia nonna, e mentre aspettavo scorrevo i canali di Sky per trovare il programma che mi avrebbe allietato durante il pasto, unico momento in cui mi concedo la televisone; usufruisco del lusso del servizio seguendo documentari, notiziari e buoni film, e mi chiedo come chi non ha la fortuna o il desiderio del satellitare si accontenti di quella tv-spazzatura vomitante pubblicità, o si arrenda al digitale terrestre di berlusconiana matrice.
Facevo il solito giro di canali: su History Channel il documentario sulla vita di Enzo Ferrari mi sembrava interessante, ma tedioso; tra i film cercavo "Il Divo", intravisto la sera prima; ho trovato invece "Iron Man".
Ecchaallà, ho pensato, la solita boievole trasposizione cinematografica di un fumetto: tutta clichè e effetti speciali, sono tentato di cambiare canale ma una strana voglia di seguire qualcosa di leggero mi vince e rilascio il tastino per travasare la peperonata calda dentro il piatto.
Dopo pochi minuti mi accorgo di scoprire un piccolo gioiellino. Guardatelo questo film, se vi piacciono quelli di supereroi, giacchè è proprio come "Iron Man" che dovrebbero essere i film sui supereoi.


Non caricato di effetti speciali, non frastornante di musiche e colori, segue la comune successione di sequenze che va dalla mutazione dell'eroe, all'eroe che usa i nuovi poteri per cambiare le carte in tavola, con parallelamente l'antagonista che cresce di pari forza e si scontra in duello all'ultimo sangue con l'eroe; ci sono pure il tradimento e la figura femminile di cui innamorarsi, eppure il film disegna la traccia attraverso scene non puramente informative, ma narrative, piacevoli, e verosimili. Il protagonista è uno sbruffone fabbricante d'armi, il suo alter-ego non esiste, è lui stesso sotto un'arma a forma di armatura nata dal suo stesso genio; il cattivo è un socio di affari arrivista, e in ballo c'è la conquista del mondo nella sua forma più quotidiana, quella della guerra e della guerriglia sotto le spoglie dei dissidi dei paesi arabi, attorno cui fiorisce il "pulito" mercato bellico occidentale.
Non mi dite che altri film di supereroi son belli; pure Spiderman s'è fatto harakiri con il terzo episodio... Insomma, guardate Iron Man se avete modo e giudicherete gli altri film del genere con nuovi occhi.
Per concludere, vi lascio invece col cartone animato più tamarro che la storia ricordi, sua signoria tamarra:


i Biker Mice! che sfoggio di cattivo gusto, che metal di sottofondo, che ratti alieni sopra moto intelligenti. che disegni orrendi!!! Come nel gioco natalizio del "numeretto", che prevede di pescare i numeri dal sacchetto della tombola e di proclamare vicitori il numero più basso e il più alto estratti, sarete d'accordo a far vincere come estremo questo particolare numero di fanstascienza che da piccoli spero vi abbia accompagnato. Tremendo, dai. (..!)

martedì 23 giugno 2009

COL SONNO NEGLI OCCHI


Il mattino, quello che segue il risveglio, vi permette di conoscere davvero chi siete . E' vero, sarà fuori, tra le persone, tra le automobili, le piante e le nuvole che ti vi scoprirete a fare delle scelte. Ma allo specchio...volete mettere la mattina, quando sfidando la legge di gravità (che vi schiaccia contro il cuscino, che gioca col vostro baricentro mentre muovete i primi passi lontano dal letto) vi vedete riflesso nello specchio?

Vi specchiate ammaccati dalla notte, ma la verità è che siete appena nati: puri nelle intenzioni, vergini del peccato, qualsiasi preoccupazione rimasta sul pianerottolo di casa o dentro le mutande che ora giacciono per terra, affiora piano come un ricordo lontano. Se il ricordo appesantisce troppo lo stomaco vuoto, vi basta guardare intorno e accorgervi di essere ancora a casa, dove non avete nulla da temere. Ecco, la mattina siete come dei bambini, ingenui e felici, pieni di speranze per il giorno che sarà.

Perchè la mattina fate le vere scelte. Le idee, quelle vengono la sera. Alla sera, spinti dall'esperienza del giorno, dalle chiacchierate, o talvolta dall'alcool, sparate tante balle; tante che se riusciste a mantenere tutte le promesse fatte la sera, non avreste più nulla da desiderare. La sera vi vedete grandi, scorgete grandi speranze e immaginate capaci di tutto, e sareste capaci di fare tutto, se fosse sempre sera e il cervello non smettesse mai di girare, potreste davvero fare di tutto.

Il mattino invece ridete delle promesse fatte la sera prima; il sole vi acceca e la brezza vi sfiora davvero le guance; quelle che vedete sulla strada sono persone vere, fatte di carne e di sentimenti, belli e brutti, e con con le quali dovrete fare i conti prima o poi.

Si può spiegare il fenomeno, che immagino sia condiviso, incolpando l'euforia: è quella che cresce col passare delle ore durante la giornata, e che spesso è capace di lavorare meglio dell'alcool artificiale, e di far chiaccherare parecchio. Staccando la presa per una notte azzerate tutto il sistema, resettate, e quando tutti i rumori si sono spenti, tornate agli ordini della razionalità: siete da soli, con in mano solo le vostre mani, e addosso la ridicola armatura di un pigiamino soffice.


Regna il silenzio; gli uomini e le donne che hanno la fortuna di essere svegli sono di meno rispetto che durante il giorno avviato; allora vi sembra che il mondo esista per essere vissuto solo dai vostri sensi: scoprite di avere un udito quando sentite la tazza sbattere sul tavolo; scoprite la vista se vi fermate ad analizzare un particolare che non avevate mai notato della cucina quando, con lo sguardo fisso, vi accorgete di avere intatta la tazza in mano da un paio di minuti; e scoprite il tatto se vi capita di aver scordato le ciabatte in camera così raccogliete coi piedi la polvere di casa; scoprite l'olfatto quando siete in bagno e scoprite pure che la cena è stata sì, un pò pesante; scoprite il gusto quando l'amaro del caffè vi punge il fondo della lingua. Beete caffè perchè credete sia una cura al desiderio di tornare a schiacciare la faccia tra le coperte, delirio che ogni tanto vi provoca un brivido.

Ma torniamo allo specchio. Ci passereste gli anni allo specchio; trovate divertente osservare qual'è l'immagine che tutti hanno di voi, alla quale, se pure qualche particolare non vi è mai piaciuto, avete finito per affezionarvi.

Studiate i particolari; fate l'amore con le unghie, con il pelo, con i capelli e con la pelle; fate l'amore con voi stessi (vi prego, è poesia).

E lo fate per gli altri, ma lo fate in prima istanza solo per voi, non ci fosse nessuno fuori dalla porta, lo faresti comunque, forse magari solo non sapendo come.

Sei pronto. Manca solo il coraggio di affrontare il mondo. Purtroppo non puoi spalmartelo addosso o distillarlo in piccole dosi orali, ma basterà insiparne un pò nell'aria che gira attorno alla porta di casa. Il letto è rifatto e adesso non mostra la sua magia. Sembra un mobile come tutti gli altri, là nell'angolo. Ti passa di tutto adesso per la testa tranne che di riaprirlo.

Tiro giù la maniglia adesso, e vado fuori.

domenica 14 giugno 2009

PER GUARDARE FUORI E NON VEDERE NULLA


Siamo tutti, chi un pò di più, chi un pò di meno, tutti completamente pazzi: quando la pioggia ci sbatteva incessantemente in testa passavamo gennai e febbrai a sbatterci per uscire di casa e andare all'università,ora che il sole ci sveglia col suo sbadiglio caldo abbassiamo la serranda e ci sediamo a studiare pagine e pagine con la prospettiva di studiarne altre...
Ma non possiamo fare a meno, neanche spinti dal più irrefrenabile senso del dovere, di girar per casa a torso nudo, e affacciandoci di tanto in tanto alla finestra, cercare l'orizzonte e immaginare quella immensa distesa d'acqua fresca che si chiama mare, o immensi prati verdi da esplorare con la testa libera da interrogazioni ed esoneri.
Per rimediare al senso di frustrazione di chi si sente sempre più coglione a sudare sui libri man mano che l'estate avanza, ho pensato al rimedio perfetto: pensare a tutto quanto aborriamo dell'estate. Per questo vi presento l'elenco delle cose più ripugnanti che ci fanno desiderare, tra giungo e settembre, solo che di tornare ad appiattirci il culo sulle sedie scomode dove prende posto la nostra istruzione; a voi disporre questi dispiaceri nell'ordine crescente della repulsione che vi provoca il loro solo pensiero:

a - Prendere la prima insolazione, quando la prima volta al mare uno dice: "Ma tanto la crema non mi serve..." e poi passa la settimana successiva più rosso del Gabibbo

b - Scordarsi il celluare in macchina, quando si è ormai già in spiaggia, e dover risalire tutta la cazzo della spiaggia

c - La sabbia in mezzo alle chiappe

d - Svegliarsi la notte sudati e rendersi conto di non potersi alleggerire ulteriormente se non forse spellandosi vivi

e - Rimanere svegli a sentire il ronzio di quello che sembra un trapano ortodontotecnico, in realtà una cazzo di zanzara

f - Accorgersi di avere un pò troppa "pancetta" per poter figurare a mare di fronte alle amiche...

g - Capire che si sono rotte le infradito

h - Subire un'erezione in costume da bagno (per gli uomini)

i - Avere il costume appiccicato alle gambe

l - Avere l'asciugamano ricoperto di sabbia, praticamente mimetizzato con la spiaggia

m - Fare pic-nic in compagnia in uguale misura dei tuoi amici e delle tue amiche mosche

n - Finire la bottiglietta dell'acqua proprio quando...nooo, ma che palle...

o - Non poter vedere i Simpson su Italia 1

p - Sudare 3 magliette al giorno

q - Doversi depilare più spesso e/o mangiare più raramente (per le ragazze, prevalentemente)

q - Magari lavorare e ritrovarsi a settembre che...no, ma domani ricominciano le lez...ma...porco ...

r - Accorgersi che la sera, nell'Agro Pontino, non c'è proprio un cazzo da fare!

Questi sono solo alcuni incubi estivi; riflettendoci spero di avervi stimolato il sorriso nel tornare a guardare le pagine aperte accanto al vostro pc. Se ve ne vengono in mente altri, condivideteli...questa funziona come terapia di gruppo.

E intanto vi auguro buono studio; se la terapia non dovesse funzionare, fermatevi a pensare che quanto sudate ora, vi servirà magari un giorno a passare inverni tra paesi tropicali e panorami di infinita bellezzam col sol ricordo di gironi passati a nuotare nei libri. Concentratevi sullo studio, mi raccomando.



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